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Bambu Lab lancia il suo primo scanner 3D, ma il prezzo potrebbe deludere

Bambu Lab conferma il suo primo scanner 3D, l'S1, per novembre 2026. Dalla FCC emergono 60W, Wi-Fi 5 GHz e nessuna batteria. Il prezzo potrebbe essere alto.

Scanner 3D - Bambu Lab S1

Bambu Lab ha confermato ufficialmente il suo ingresso nel mercato degli scanner 3D. Il nuovo dispositivo si chiama Bambu Lab S1 e arriverà a novembre 2026, come indicato dal teaser pubblicato sui canali social dell’azienda e dalla nuova pagina prodotto aperta sul sito ufficiale.

L’annuncio segue di circa tre settimane la comparsa del dispositivo nei documenti della FCC statunitense, che ne avevano già rivelato nome e categoria. Per ora, però, il produttore cinese non ha diffuso né specifiche tecniche né prezzo: la landing page si limita a un “coming soon” e a un modulo per iscriversi agli aggiornamenti.

Cosa sappiamo finora

Le informazioni disponibili provengono principalmente dalla certificazione FCC, registrata da Shenzhen Tuozhu Technology con ID 2A6J8-DS001 e approvata da SGS North America il 22 settembre 2026. L’etichetta indica un ingresso da 20 V e 3 A, cioè 60 W, uso consentito solo in ambienti chiusi e connettività Wi-Fi a 5 GHz con canali da 20, 40 e 80 MHz. I test hanno inoltre misurato il tasso di assorbimento specifico per l’uso a contatto con il corpo, con un massimo di 3,81 W/kg per mani e arti: un dettaglio che conferma la natura palmare del prodotto.

Design e caratteristiche attese

Il teaser mostra un corpo nero con impugnatura a pistola, una larga finestra ottica frontale dietro cui si intravedono più gruppi circolari, un pulsante sul grip e una ghiera laterale, oltre a una zona con ferite sulla testa che potrebbe servire al raffreddamento. La sagoma coincide con il disegno allegato alla pratica FCC, mentre lo slogan scelto dall’azienda promette un dispositivo “comodo in mano” e “professionale in ogni scansione”, con una precisione descritta come di livello pro.

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Il nodo del prezzo e la partnership con Scantech

Il riferimento più utile per capire cosa aspettarsi è l’accordo quadro firmato a gennaio 2026 con Scantech, società quotata specializzata in scanner industriali e proprietaria del marchio 3DeVOK, che dovrebbe occuparsi della produzione. Nei forum della stessa Bambu Lab si ipotizza una piattaforma condivisa con il 3DeVOK MT Gen2, scanner composito cablato con laser blu e infrarossi, anch’esso dichiarato a 60 W e dotato di schermo. Nessun documento cita però Scantech, quindi il collegamento resta indiziario.

Il nodo è proprio qui: un assorbimento di 60 W senza alcuna traccia di batteria suggerisce che l’S1 debba restare collegato a un PC, requisito che storicamente frena la diffusione di questi strumenti insieme alla laboriosa pulizia delle mesh e al ritocco in CAD. In un segmento di nicchia presidiato da Creality con la serie CR-Scan, da Revopoint con Pop e MIRACO e da Shining 3D con Einstar, l’eredità professionale di 3DeVOK fa temere un listino lontano dai prezzi aggressivi a cui Bambu Lab ha abituato il mercato delle stampanti.

Quando arriverà

La risposta arriverà a novembre, quando l’azienda dovrà sciogliere i dubbi su specifiche, software e, soprattutto, costo. Per ora, l’unica certezza è che Bambu Lab sta per lanciare il suo primo scanner 3D, un prodotto che potrebbe rivoluzionare il settore o, al contrario, rimanere appannaggio di un pubblico professionale disposto a spendere cifre importanti.

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