Ali anteriori grigie a pois neri, macchie rosse posteriori e un potenziale distruttivo in grado di mettere in ginocchio interi comparti agricoli. L’Agenzia ungherese per la sicurezza alimentare (Nébih) ha confermato ufficialmente il ritrovamento della lanterna maculata (Lycorma delicatula), una specie aliena originaria dell’Asia orientale considerata una gravissima minaccia fitosanitaria.
Individuato durante l’estate 2026 nella contea di Bács-Kiskun, al confine con Serbia e Croazia, il reperto rappresenta il primo caso confermato all’interno dell’Unione Europea. A innescare l’allarme è stata la segnalazione di un cittadino, successivamente verificata nei laboratori dell’autorità statale.
Un insetto bello da vedere, letale per le piante
La lanterna maculata non punge, non morde e non è velenosa per l’uomo. Ma il suo aspetto da farfalla esotica nasconde un comportamento aggressivo verso le piante: si nutre della linfa di oltre 100 specie vegetali, indebolendole progressivamente fino a causarne il deperimento e la morte.
Le sue vittime preferite includono vite, alberi da frutto, meli, drupacee, acero, noce e betulla. Il suo ospite principale è l’ailanto (Ailanthus altissima), un albero invasivo ampiamente diffuso anche in Italia, che rende il nostro Paese un ambiente particolarmente favorevole alla sua proliferazione.
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Perché è così pericoloso per l’agricoltura
Il danno non si limita alla sottrazione di linfa. Durante l’alimentazione, l’insetto produce abbondante melata, una sostanza zuccherina che ricopre foglie, tronchi e superfici sottostanti. Questa melata favorisce la crescita della fumaggine, una patina nera causata da funghi saprofiti che ostacola la fotosintesi e peggiora ulteriormente lo stato della pianta.
L’impatto economico può essere devastante. Negli Stati Uniti, dove la lanterna maculata è stata individuata per la prima volta nel 2014 in Pennsylvania, uno studio ha stimato perdite annuali fino a 554 milioni di dollari solo in quello Stato. In condizioni di infestazione grave, i danni ai vigneti possono raggiungere il 90% del raccolto.
Il ritrovamento in Ungheria e il precedente in Moldavia
Il caso ungherese segue di poche settimane una scoperta analoga avvenuta in Moldavia. Nell’agosto 2026, in un’area industriale della capitale Chișinău, le autorità avevano individuato sia esemplari adulti che ninfe, segno di una potenziale riproduzione in loco.
La presenza della lanterna maculata in territorio europeo era già stata segnalata in Spagna nel 2024, con un singolo esemplare isolato a Madrid. Ma il caso ungherese rappresenta il primo insediamento confermato all’interno dei confini comunitari, facendo scattare immediatamente le misure di quarantena previste per le specie da quarantena UE.
Come riconoscerla
Riconoscere la lanterna maculata è il primo passo per segnalarla e contenerne la diffusione.
Adulto: circa 2,5 cm di lunghezza. Ali anteriori grigie con macchie nere, ali posteriori con fasce bianche e nere e una vistosa porzione rossa punteggiata. A riposo ricorda una falena.
Ninfa (stadi giovanili): i primi stadi sono neri con puntini bianchi; l’ultimo stadio è rosso con macchie bianche e nere.
Uova: masse di 30-50 uova coperte da una secrezione cerosa grigiastra che ricorda del fango secco e crepato, deposte su superfici lisce come tronchi, pietre, veicoli, mobili da giardino, pallet e container.
Cosa fare in caso di avvistamento
Le autorità fitosanitarie italiane stanno monitorando la situazione. La collaborazione dei cittadini è fondamentale per rendere più capillari i possibili avvistamenti.
Se sospetti di aver trovato un esemplare di lanterna maculata:
- Fotografalo e, se possibile, catturalo in un contenitore con alcol.
- Segnala la posizione esatta alle autorità fitosanitarie regionali o al Servizio Fitosanitario Nazionale.
- Non trasportare materiali vegetali o oggetti provenienti da aree infestate senza averli ispezionati.
La prevenzione passa anche attraverso semplici accorgimenti: controllare i veicoli prima di lasciare un’area a rischio, ispezionare gli oggetti tenuti all’aperto e rimuovere gli ailanti, che attraggono particolarmente questo insetto.



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