Il caldo estremo di queste settimane non mette alla prova solo persone e piante, ma anche le auto elettriche. Un test condotto da Quattroruote ha misurato l’impatto delle soste al sole sui consumi di una Kia EV5: dopo quattro parcheggi di mezz’ora, con l’abitacolo che raggiungeva i 56 °C, il consumo è salito del 29% rispetto allo stesso percorso senza interruzioni. Un dato concreto che aiuta a capire come gestire il climatizzatore in estate per non sprecare energia.
Il test: 70 km con e senza soste
La prova si è svolta su un percorso misto di 70 chilometri, con temperature esterne superiori a 36 °C e climatizzatore impostato a 22 °C. Nel primo viaggio la Kia EV5 ha completato il tragitto senza fermate, con un consumo di 11,75 kWh. Nel secondo, sono state inserite quattro soste da mezz’ora in pieno sole: al termine, il consumo è salito a 15,18 kWh, con un extra di 3,43 kWh pari al 29%.
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Durante la guida senza soste, il climatizzatore richiedeva circa 0,5-0,6 kW per mantenere la temperatura. Dopo ogni parcheggio, però, l’assorbimento superava a lungo i 2 kW, con picchi fino a 3,6 kW. Nell’abitacolo, l’aria raggiungeva tra i 49 e i 56 °C, mentre alcune superfici come sedili e plancia arrivavano a 63 °C, continuando a sprigionare calore anche dopo l’accensione dell’aria condizionata.
Perché il caldo pesa così tanto
Il problema non è il viaggio in sé, ma il fatto che l’auto debba ogni volta riportare l’abitacolo da una temperatura da “piccola serra” ai 22 °C impostati. La batteria deve fornire energia extra per il raffreddamento rapido, e questo si riflette sui consumi. Il dato, però, va contestualizzato: si riferisce a una Kia EV5, a un percorso specifico e a condizioni severe (quattro soste ravvicinate sotto un sole cocente). Non significa che tutte le auto elettriche perdano automaticamente il 29% di autonomia in estate.
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Il confronto con la Hyundai Ioniq 5
La prova è proseguita con una Hyundai Ioniq 5, osservata per 24 ore per confrontare diverse strategie di raffrescamento. I risultati suggeriscono che, nelle soste brevi, può essere più efficiente attivare il climatizzatore da remoto prima di tornare in auto, evitando che l’abitacolo accumuli tutto il calore possibile. Il picco necessario per raffreddare rapidamente un abitacolo rovente, infatti, pesa più di un’azione graduale e anticipata. Per soste più lunghe, però, il risultato non è estendibile automaticamente: servono ulteriori verifiche.
In ogni caso, il consiglio pratico per gli automobilisti è di usare la funzione di climatizzazione remota quando disponibile, e di parcheggiare possibilmente all’ombra o con il parasole sul parabrezza. Anche se il test riguarda auto elettriche, il principio vale per tutte le vetture: ridurre il calore accumulato nell’abitacolo significa meno lavoro per il climatizzatore e, nel caso delle elettriche, più autonomia.

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