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La risposta di Roma alla CNN: “Più alberi? Sì, ma servono regole nuove”

Il video della CNN mette in luce le criticità del progetto di raffrescamento bioclimatico di piazza Risorgimento a Roma: poca ombra, alberi sostituiti e costi ridotti da 40 a 6 milioni.

Servizio CNN Piazza Pia

Un video della CNN pubblicato il 28 luglio 2026 ha messo sotto i riflettori internazionali piazza Risorgimento a Roma, cuore del progetto di raffrescamento bioclimatico legato al Giubileo. Le immagini mostrano una piazza con poca ombra, sedute troppo calde per essere utilizzate e alberi in sofferenza, proprio mentre sulla città si abbatteva una nuova ondata di caldo.

La riqualificazione, pensata per rendere più vivibile l’area intorno al Vaticano, si è così guadagnata una vetrina meno lusinghiera dei rendering. Il caso solleva domande più ampie sull’efficacia degli interventi di adattamento climatico nelle città italiane, tra costi reali e aspettative.

I dati dello studio: gli alberi come soluzione

Secondo uno studio pubblicato su Nature Communications, basato sui dati satellitari di 293 città europee, nell’Europa meridionale le aree urbane coperte da alberi registrano temperature superficiali fino a 4 °C inferiori rispetto al tessuto costruito continuo. Il beneficio, però, dipende dalla disponibilità di acqua e si riduce durante gli estremi di calore mediterranei.

Lo studio misura la temperatura delle superfici, diversa dalla temperatura dell’aria e dal comfort percepito. A piazza Risorgimento, le 53 nuove alberature e i 2.000 metri quadrati di superficie depavimentata non bastano ancora a garantire ombra sufficiente. Gli alberi giovani impiegano anni per sviluppare chiome ombreggianti, e nel frattempo la piazza è già in uso.

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Dopo il video, sono circolate cifre imprecise. La deliberazione n. 27/2024/CCC della Corte dei conti ricostruisce la vicenda: una prima versione del progetto includeva un parcheggio sotterraneo e arrivava a 40 milioni di euro (interamente a carico del privato).

Il parcheggio è stato poi escluso e il Dpcm dell’8 marzo 2024 ha finanziato con 14 milioni pubblici un nuovo progetto, concentrato sulla riqualificazione superficiale. Nel gennaio 2025, l’ordinanza commissariale numero 2 ha registrato un costo complessivo di 6 milioni di euro, con gli altri 8 milioni spostati verso altri interventi giubilari. La cifra è confermata dal Dpcm del 31 luglio 2025. Quindi i 40 e i 14 milioni appartengono a fasi progettuali diverse, non alla piazza oggi visibile.

Il 17 luglio 2026, Roma Capitale ha annunciato la sostituzione di undici alberi in vaso (olmi, lecci, frassini, lagerstroemie) definiti “in condizioni di sofferenza a causa del caldo estremo”.

L’assessora Sabrina Alfonsi ha difeso l’intervento citando il 75% di superficie pedonale e i vincoli paesaggistici che limitano le piantumazioni. Ma la cronologia amministrativa presenta incongruenze: il portale Roma si trasforma indica un secondo stralcio da dicembre 2025 a settembre 2026, mentre l’ordinanza del gennaio 2025 colloca la conclusione di entrambi gli stralci nel quarto trimestre 2024. La piazza, intanto, è aperta da dicembre 2024. Per i residenti, la prova del caldo è già cominciata.

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