Il 26 luglio 2026 il Gargano e il Basso Molise sono tornati a vivere l’incubo degli incendi estivi. Due vasti roghi, alimentati dal forte vento di scirocco, hanno devastato pinete e macchia mediterranea, costringendo all’evacuazione di centinaia di turisti. Le fiamme, secondo le prime dichiarazioni del sindaco di Peschici Luigi d’Arenzo, sarebbero di origine dolosa, appiccate in più punti. Il tratto di costa tra Peschici e Vieste, già teatro del tragico rogo del 2007 che causò vittime, è stato il più colpito.
Gargano, l’incubo del 2007 si ripete
Il fuoco è partito dalla località rurale di Pile Fraballe, distruggendo ettari di vegetazione, per poi scendere a valle fino alle spiagge di Difesa di Manaccora e baia Zaiana. Qui i turisti accampati nei numerosi campeggi sono stati evacuati in tutta fretta. Sei unità della Guardia Costiera, tre della Guardia di Finanza e una decina di imbarcazioni private hanno trasferito circa cento persone via mare, mentre altre trecento hanno raggiunto Vieste con autobus e auto. Il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti ha allestito due palestre per accogliere gli sfollati, ma già nella serata si prevedeva un rientro parziale grazie allo spostamento del fronte delle fiamme. Il presidente delle Ferrovie del Gargano Vincenzo Scarcia Germano ha parlato di un’area che “stava rinascendo dopo vent’anni” e che ora è di nuovo distrutta.
Molise, fiamme lungo la ferrovia
Nelle stesse ore, un vasto incendio ha colpito il Basso Molise, al confine con la Puglia. Tra Termoli e Campomarino le fiamme hanno lambito i binari della linea Pescara-Foggia, causando la sospensione della circolazione ferroviaria e forti ritardi. Decine di turisti sono stati evacuati da campeggi e stabilimenti balneari, mentre la Rsa di Villa San Gerardo a Campomarino ha trasferito 21 anziani nella vicina chiesa del Santo Spirito, grazie alla disponibilità del parroco. Un albergo in ristrutturazione è stato raggiunto dal fuoco, ma per fortuna la struttura era vuota. L’intervento di un Canadair, con diversi lanci d’acqua, ha permesso di domare l’avanzata del rogo a ridosso dei lidi.
Soccorsi e indagini, si sospetta il dolo
La macchina dei soccorsi è stata massiccia: vigili del fuoco con autobotti, mezzi aerei e due Canadair hanno operato per ore per contenere il fronte. La circolazione è stata bloccata su diverse strade provinciali e statali, tra cui la litoranea Vieste-Peschici e un tratto della statale “Dei Laghi di Lesina e Varano”. Il presidente del M5s Giuseppe Conte, originario del foggiano, ha commentato: “La mia terra brucia, dal Gargano fino al basso Molise. Fa malissimo vedere in fiamme luoghi del cuore.” Ha assicurato impegno per sostenere le comunità colpite.
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Resta alta l’attenzione sulle cause: il sindaco di Peschici ha confermato il sospetto di dolo, visto che i roghi sono scoppiati contemporaneamente in più punti. La Protezione civile regionale e la Prefettura continuano a monitorare la situazione.




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