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Scuola Enologica di Conegliano, 150 anni: laboratorio di innovazione per il vino

L'Istituto Agrario Cerletti di Conegliano, 150 anni di storia: formazione, innovazione e futuro del vino italiano. La dirigente Morgan illustra i nuovi corsi e le sfide del settore.

Scuola Enologica di Conegliano, 150 anni: laboratorio di innovazione per il vino

L’Istituto Agrario Giovanni Battista Cerletti di Conegliano (Treviso) ha celebrato a fine maggio i suoi 150 anni di attività. Una ricorrenza che non è stata solo un momento di memorie, ma un’occasione per tracciare le linee del futuro della formazione enologica in Italia. La scuola, che conta oggi tra i 1.200 e i 1.300 studenti nelle sedi di Conegliano e Piavon di Oderzo, si conferma un punto di riferimento nazionale per la viticoltura e l’enologia, capace di unire tradizione e innovazione.

Un istituto storico e moderno

Fondata da Giovanni Battista Cerletti, la scuola ha formato generazioni di tecnici e imprenditori del vino. Oggi, sotto la guida della dirigente Mariagrazia Morgan, già docente di diritto ed economia e sindaco di Refrontolo, l’istituto ha ampliato la propria offerta formativa. Oltre ai percorsi tradizionali di viticoltura ed enologia, sono attivi Corsi professionali per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, un sesto anno per enotecnico (circa 25 studenti all’anno) e numerosi corsi Its. Tra questi: tecnico specializzato per il processo produttivo e il marketing delle filiere agrifood, agritech per la viticoltura sostenibile, quality control specialist, distillati & mixology, e green & garden design. Da settembre partirà anche un corso quadriennale sperimentale, nonostante al momento solo 14 iscritti. «Abbiamo compreso che ci vorrà tempo affinché le famiglie colgano questa nuova opportunità», commenta Morgan.

Una azienda agraria modello

Uno dei punti di forza del Cerletti è l’azienda agraria annessa, con 15 ettari di vigneti sulle colline a sud-ovest di Conegliano, dove si conservano vitigni storici come gli Incroci Manzoni. La cantina scolastica e i laboratori altamente specializzati (enologici, chimici, microbiologici, agronomici) permettono agli studenti di fare pratica quotidiana. Negli ultimi anni sono stati fatti investimenti in idroponica, un microbirrificio e nella digitalizzazione dei processi. «Non rispondiamo solo all’esigenza di mantenere standard formativi elevati, ma prepariamo tecnici capaci di affrontare le sfide della Sostenibilità e della competitività internazionale», spiega Morgan.

Le sfide del futuro

La dirigente sottolinea che il settore vitivinicolo è in profonda trasformazione, spinto da cambiamenti climatici, digitalizzazione e nuovi mercati. «La scuola del futuro dovrà formare figure interdisciplinari, integrando competenze agronomiche, enologiche, economiche e tecnologiche». Il Cerletti partecipa a reti nazionali (Renisa) ed europee, che favoriscono mobilità e confronto con modelli produttivi diversi. «Essere inseriti in reti europee significa anticipare i cambiamenti», afferma Morgan. Il dialogo con istituzioni, università e imprese è costante, con progetti di ricerca applicata e seminari specialistici.

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Con i suoi 150 anni, l’Istituto Cerletti si proietta verso il futuro come un vero laboratorio di innovazione, capace di coniugare la tradizione enologica con le esigenze di un settore in evoluzione. Un modello che guarda alla sostenibilità, all’internazionalizzazione e alla tecnologia, per continuare a essere un faro per l’enologia italiana.

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