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Cnel: disegno di legge per fermare la cementificazione dei suoli

Il Cnel presenta un disegno di legge per fermare la cementificazione dei terreni agricoli, puntando su rigenerazione urbana e tutela delle aree interne.

Grano Verde

Il Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro (Cnel) ha approvato un disegno di legge per il contenimento del consumo di suolo, con l’obiettivo di fermare la cementificazione dei terreni agricoli e promuovere la rigenerazione urbana. Il provvedimento, presentato ufficialmente dal Cnel, riprende un tema già affrontato nel 2012 con un ddl mai andato in porto, e punta a tutelare una risorsa definita “limitata e non rinnovabile”. L’iniziativa arriva in un momento in cui il consumo di suolo in Italia continua a crescere, con conseguenze pesanti per l’ambiente, la Sicurezza alimentare e la coesione territoriale.

Il ddl si inserisce in un quadro normativo ancora carente: nonostante diversi tentativi parlamentari, l’Italia non ha ancora una legge quadro nazionale sul contenimento del consumo di suolo. Il Cnel sottolinea come il suolo sia essenziale per il ciclo idrico, lo stoccaggio del carbonio, la biodiversità e la produzione agricola. La sua artificializzazione progressiva incide non solo sull’ambiente, ma anche sulla resilienza climatica e sulla qualità della vita nelle comunità rurali.

Gli obiettivi del ddl Cnel

Il disegno di legge si propone di salvaguardare la destinazione agricola dei suoli, recuperare i terreni abbandonati o inutilizzati e valorizzare le filiere agroalimentari locali. Tra le priorità figura anche il contrasto alle trasformazioni urbanistiche prive di una pianificazione adeguata, che rischiano di compromettere superfici produttive ed ecosistemi rurali rilevanti. Il provvedimento punta a un modello di sviluppo basato sul recupero delle risorse disponibili, riducendo al minimo il consumo di nuovo suolo.

Particolare attenzione viene dedicata alle aree interne, dove il contenimento del consumo di suolo è messo in stretta relazione con le politiche di contrasto allo spopolamento. Il ddl intende invertire la tendenza all’abbandono dei territori rurali, promuovendo la rigenerazione urbana e territoriale come leva per lo sviluppo locale.

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Il ruolo strategico del suolo agricolo

Secondo il Cnel, il suolo agricolo rappresenta una “risorsa strategica per la sicurezza alimentare, la tutela del paesaggio, la prevenzione del dissesto idrogeologico e il presidio economico e sociale dei territori rurali”. Il provvedimento riconosce esplicitamente il valore multifunzionale del suolo, che non è solo superficie produttiva ma anche elemento chiave per la regolazione del Clima e la protezione dal rischio idrogeologico.

In Italia, il consumo di suolo ha sottratto negli ultimi decenni migliaia di ettari all’Agricoltura, aumentando la vulnerabilità del territorio. Il ddl Cnel si inserisce in un quadro di iniziative europee e nazionali che puntano a raggiungere l’obiettivo di consumo netto di suolo zero entro il 2050, come indicato dalla strategia europea per il suolo.

Prospettive e prossimi passi

Il ddl del Cnel rappresenta un importante segnale politico, ma il suo iter parlamentare è ancora tutto da costruire. Per diventare legge, dovrà essere recepito da uno dei due rami del Parlamento, dove in passato proposte simili si sono arenate. Tuttavia, la crescente attenzione sul tema del consumo di suolo e l’urgenza legata ai cambiamenti climatici potrebbero favorire un percorso più rapido. Il Cnel si propone come soggetto promotore di un dibattito che coinvolga istituzioni, associazioni agricole e ambientaliste, nella speranza che questa volta il provvedimento non resti lettera morta.

La tutela del suolo agricolo non è solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale: preservare i terreni fertili significa garantire il futuro dell’agricoltura italiana, contrastare lo spopolamento delle aree rurali e aumentare la resilienza del territorio. Con questo ddl, il Cnel lancia un messaggio chiaro: il suolo non è una risorsa infinita, e il tempo per agire è adesso.

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