Il Giappone ha dovuto inventare una nuova parola per descrivere le giornate di Caldo torrido che fino a pochi anni fa erano eccezionali e oggi diventano sempre più frequenti, proprio come sta succedendo in italia. Si chiama kokushobi, letteralmente “giorno crudelmente caldo”, ed è il termine coniato dall’Agenzia meteorologica giapponese per indicare le giornate in cui la temperatura supera i 40 °C.
La definizione è stata introdotta ufficialmente ad Aprile 2024 e già a luglio si è registrato il primo vero kokushobi: martedì 21 luglio, su 914 stazioni meteorologiche distribuite in tutto il Paese, ben 278 hanno registrato temperature superiori ai 35 °C. Le città di Gujo e Tajimi, nella prefettura di Gifu, e Toyota, nella prefettura di Aichi, hanno raggiunto o superato la soglia dei 40 gradi, con valori mai registrati prima nelle rispettive stazioni.
Da moshobi a kokushobi: la nuova scala del caldo
Fino a poco tempo fa il Giappone utilizzava già una classificazione per descrivere le giornate torride. Le temperature oltre i 35 °C erano definite moshobi, ovvero “giorni estremamente caldi”, mentre sopra i 30 °C si parlava di manatsubi, i “veri giorni d’Estate”. Il superamento sempre più frequente dei 40 °C ha reso necessario introdurre un nuovo livello di allerta. Il caldo estremo non è più solo un disagio: ha conseguenze drammatiche sulla Salute pubblica.
Nel 2024 le morti legate ai colpi di calore hanno superato per la prima volta quota 2.000, mentre oltre 100.000 persone sono state ricoverate tra maggio e settembre a causa delle alte temperature. Solo pochi giorni fa, un uomo sulla quarantina è stato trovato morto per strada nella prefettura di Niigata e un altro uomo sui settant’anni è deceduto nella prefettura di Kanagawa, in entrambi i casi con sospetto decesso legato al caldo.
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Agricoltura, sport e abitudini sociali sotto scacco
Il cambiamento climatico sta trasformando anche l’Agricoltura, lo sport e le abitudini sociali. Il riso, alimento simbolo della cultura giapponese, vede quantità e qualità dei raccolti sempre più influenzate dalle temperature elevate, spingendo molti agricoltori a sperimentare varietà più resistenti al caldo. Alcuni stanno persino iniziando a coltivare prodotti che fino a pochi anni fa sembravano estranei al Clima giapponese, come gli avocado.
Anche lo sport deve fare i conti con un’estate sempre più difficile da sopportare. Il celebre torneo nazionale di baseball delle scuole superiori, il Koshien, da sempre disputato ad agosto sotto un caldo intenso, dal 2024 è stato riorganizzato con partite divise tra mattina e sera per ridurre il rischio di colpi di calore per giocatori e spettatori.
Addio giacca e cravatta: gli uffici si arrendono al caldo
Perfino la rigidissima cultura aziendale giapponese sta cambiando. Per affrontare le temperature estreme, ai lavoratori viene consigliato di abbandonare giacca e cravatta e indossare abiti più leggeri: pantaloncini, polo, magliette e scarpe sportive quando possibile. La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, ha promosso nuove indicazioni sull’abbigliamento da ufficio nell’ambito delle misure “Cool Biz”, nate per ridurre il consumo energetico legato all’aria condizionata. Una piccola rivoluzione per un Paese dove il completo formale è stato per decenni il simbolo del lavoratore modello.
Il caldo estremo non è solo una questione di disagio, ma un fenomeno che sta ridisegnando la vita quotidiana, l’economia e la cultura del Giappone. La parola kokushobi è solo l’ultimo segnale di una crisi climatica in atto, che richiede adattamenti sempre più rapidi e radicali.





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