La Calabria è in fiamme, ma dietro i roghi non c’è solo il Caldo torrido. Una rivelazione agghiacciante arriva dalla Protezione Civile regionale: i piromani utilizzerebbero gatti vivi come ordigni semoventi, legando alla loro coda stracci imbevuti di liquido infiammabile e dandoli alle fiamme. Un metodo molto crudele che trasforma gli animali in inconsapevoli vettori di fuoco, seminando morte nei boschi e nelle campagne. L’LNDC Animal Protection ha già sporto denuncia contro ignoti.
La scoperta della Protezione Civile
In un video diffuso sui social, il direttore generale della Protezione Civile calabrese, Domenico Costarella, ha descritto le scene raccapriccianti trovate dai soccorritori. “Abbiamo trovato inneschi ritardati: candele con stracci imbevuti di liquido infiammabile, predisposte per innescare le fiamme dopo un intervallo di tempo”, ha spiegato.
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Ma il colpo più duro è stato scoprire l’uso di animali: “In alcuni casi abbiamo trovato gatti a cui era stato legato alla coda uno straccio con del liquido infiammabile. I gatti venivano lanciati nei campi, correvano e propagavano incendi”. Una tecnica che si aggiunge all’uso di bottiglie di vetro con stoppino, trasformate in micce rudimentali.
La reazione delle associazioni animaliste
Di fronte a queste notizie, l’LNDC Animal Protection ha annunciato una denuncia contro ignoti e lanciato un appello ai cittadini a segnalare movimenti sospetti. La presidente Piera Rosati ha dichiarato: “Ci troviamo di fronte non soltanto a un gravissimo reato ambientale, ma anche a uno degli episodi di crudeltà nei confronti degli animali più sconvolgenti degli ultimi anni. Pensare che un gatto possa essere trasformato in uno strumento di morte, terrorizzato dal fuoco e costretto a correre fino a morire tra le fiamme, è qualcosa che provoca sgomento e indignazione”. L’associazione chiede sanzioni severe e indagini rapide.
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Un’emergenza senza precedenti
Nelle ultime 36 ore i Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre 200 interventi, con 26 roghi ancora attivi. Le aree colpite vanno dal Parco Nazionale del Pollino a Squillace Lido, da Sant’Eufemia di Lamezia Terme a Cassano allo Ionio, dove il sindaco Gianpaolo Iacobini ha schierato squadre di soccorso.
Il bilancio è drammatico: ettari di bosco distrutti, fauna selvatica uccisa e biodiversità compromessa. Come ha sottolineato Rosati, “quando un incendio devasta un bosco non bruciano solo alberi. Bruciano nidi, tane, cucciolate, biodiversità e anni di equilibrio naturale”.
La necessità di un cambiamento culturale
Costarella ha concluso il suo intervento con un appello: “Ricominciamo a lavorare, torniamo alle nostre postazioni, però dobbiamo andare avanti, ma con un cambiamento culturale. Sono cose disumane. Purtroppo il peggior nemico dell’uomo è l’uomo”. Una frase che riecheggia come un monito, mentre la Calabria brucia e la crudeltà umana si manifesta in forme che superano ogni immaginazione.
L’LNDC Animal Protection invita chiunque abbia informazioni a contattare le forze dell’ordine o scrivere all’indirizzo avvocato@lndcanimalprotection.org. La speranza è che gli autori di questi gesti vengano presto assicurati alla giustizia.


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