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Crisi climatica, perse 56 ore di sonno all’anno: lo studio

Climate Central: notti sempre più calde, 7 notti in meno all'anno. In Italia Milano, Roma e Palermo tra le città più colpite.

Crisi climatica, perse 56 ore di sonno all’anno: lo studio

Dormire bene è diventato un lusso da conquistare, almeno in Estate. Quando il termometro non scende nemmeno dopo il tramonto, il corpo umano fatica a raffreddarsi e il meccanismo naturale del riposo va in cortocircuito. Ora uno studio globale quantifica il fenomeno: la crisi climatica ci sta rubando il sonno, con una media di 56 ore perse all’anno a persona, pari a circa sette notti intere. Di queste, oltre sei ore sono direttamente imputabili al riscaldamento globale di origine antropica.

I dati arrivano dall’analisi “Climate Change is Costing People Sleep” condotta dall’organizzazione indipendente Climate Central, che ha esaminato 1.338 città confrontando il periodo 2020-2025 con le rilevazioni degli anni ’70. Il risultato è una mappa globale dell’insonnia da calore, con impatti particolarmente gravi in Medio Oriente, Asia meridionale e Africa occidentale, ma con effetti significativi anche in Italia, dove Milano, Roma e Palermo registrano perdite superiori alla media mondiale.

I numeri globali della privazione di sonno

La ricerca di Climate Central ha calcolato le ore di sonno perse a causa delle temperature notturne elevate, utilizzando modelli climatici e dati storici. La media globale si attesta a 56 ore annue, ma con forti disparità geografiche. Le aree più colpite sono il Medio Oriente: in Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti si perdono tra le 55 e le 87 ore all’anno, con un contributo del riscaldamento antropico che arriva fino a 16 ore.

Nel sud dell’India e nel sud-est asiatico si raggiungono 91 ore perse, mentre in Africa occidentale (Niger, Nigeria, Burkina Faso) il calo supera le 65 ore. Negli Stati Uniti la media è di 36 ore, ma Arizona, California, Florida e Nevada sfiorano le nove ore annue perse solo per il Clima alterato. Il confronto storico evidenzia un’accelerazione: dal 1970 a oggi, la quota di sonno sottratta dal riscaldamento è almeno raddoppiata in 1.335 città su 1.338 e triplicata in 840 centri urbani.

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Italia: Milano, Roma e Palermo peggio della media globale

L’Italia registra numeri superiori alla media planetaria. A Milano si perdono 35 ore di sonno all’anno per il Caldo, di cui 7 ore (20%) direttamente legate ai cambiamenti climatici. Dati analoghi per Roma e Torino (33 ore complessive, 6 ascrivibili al clima), mentre Palermo tocca quota 43 ore perse, con 8 ore dovute al riscaldamento globale. Il dato è allarmante perché le temperature notturne in Italia sono aumentate più rapidamente della media globale, con notti tropicali sempre più frequenti.

L’analisi di Climate Central conferma che le ondate di calore notturne, un tempo eccezionali, stanno diventando la norma, con conseguenze dirette sulla Salute pubblica: privazione cronica di sonno, aumento di stress, ansia e patologie cardiovascolari.

Perché il caldo notturno ci fa dormire male

Il corpo umano ha bisogno di abbassare la temperatura interna per addormentarsi e mantenere il sonno profondo. Quando la temperatura notturna supera i 20-25°C, il meccanismo di termoregolazione si altera, riducendo la produzione di melatonina e aumentando i risvegli notturni. Le notti calde, inoltre, impediscono il raffreddamento degli ambienti domestici, prolungando l’esposizione a temperature elevate. Lo studio sottolinea che il problema non è solo estivo: anche in Primavera e autunno, le temperature anomale stanno erodendo il riposo notturno.

Con il proseguire del riscaldamento globale, le proiezioni indicano un aumento delle ore di sonno perse, con un impatto crescente sulle fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani, bambini e persone con patologie croniche.

I dati di Climate Central rappresentano un campanello d’allarme per i governi e per i cittadini. Ridurre le emissioni di gas serra e adottare misure di adattamento urbano (come tetti verdi, isolamento termico e aree verdi) diventano priorità non solo per il clima, ma anche per la salute pubblica.

Nel frattempo, per chi soffre il caldo notturno, gli esperti consigliano di mantenere la camera da letto fresca, utilizzare ventilatori o condizionatori con moderazione, evitare cibi pesanti e alcol prima di dormire, e privilegiare biancheria da letto in fibre naturali. La battaglia per il sonno passa anche da scelte quotidiane consapevoli.

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