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Bonolio punta sul superintensivo: qualità e innovazione in Sicilia

Bonolio, azienda siciliana di Sciacca, dimostra che il superintensivo può produrre olio di qualità. Oltre 300 ettari, frantoio da record e export mondiale.

olio di oliva

L’olivicoltura siciliana guarda al futuro con il modello superintensivo, capace di coniugare efficienza e qualità. Ne è un esempio virtuoso Bonolio, azienda di Sciacca (Agrigento) che su oltre 300 ettari coltivati affianca impianti tradizionali e superintensivi. Una scelta strategica che ha portato alla realizzazione del più grande frantoio della Sicilia, con una capacità produttiva di 5 tonnellate di olio extravergine all’ora e 18.000 bottiglie imbottigliate ogni 60 minuti. L’azienda, guidata dalla famiglia Bono, esporta in Europa, Stati Uniti, Canada e Asia, portando nel mondo l’identità dell’olio siciliano.

Un modello produttivo che guarda avanti

L’introduzione del superintensivo è frutto di un’attenta valutazione. Michele Bono, uno dei fratelli alla guida del gruppo, racconta: «Per anni abbiamo osservato l’evoluzione spagnola e assaggiato oli di qualità da questi impianti. Così abbiamo deciso di investire in Sicilia, recuperando un terreno abbandonato nel Trapanese». Il risultato è un sistema che entra in produzione già dal secondo anno, con costi di raccolta ridotti e una gestione agronomica ottimizzata grazie alla meccanizzazione. La chioma a parete vegetativa continua favorisce l’illuminazione e la raccolta meccanizzata, mentre la rapidità tra raccolta e molitura preserva le caratteristiche organolettiche dell’olio.

Acqua e clima: punti di forza e criticità

Il superintensivo richiede irrigazioni regolari durante tutto il ciclo vegeto-produttivo. Bonolio ha risolto il problema grazie a sorgenti naturali e a un bacino aziendale di accumulo. «Il Clima siciliano è favorevole, ma l’acqua è il fattore chiave», sottolinea Bono. La disponibilità idrica ha permesso di sostenere la crescita degli impianti, mentre la bonifica del terreno ha restituito fertilità a un’area abbandonata da oltre dieci anni.

Numeri e prospettive future

Oggi Bonolio collabora con oltre 300 aziende agricole certificate e più di 100 frantoi, coinvolgendo circa 3.000 operatori. La capacità di stoccaggio raggiunge le 8.000 tonnellate. L’export pesa sempre di più, con mercati che apprezzano non solo il prodotto ma anche la cultura siciliana. «Continueremo a investire nel superintensivo – annuncia Bono – perché è una risposta concreta alla competitività, senza dimenticare le nostre radici». La sfida è innovare mantenendo il legame con una Storia iniziata nel 1934.

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L’articolo completo è disponibile su L’Informatore Agrario.

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