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Acqua San Benedetto: Tribunale vieta 5 claim green ingannevoli

Il Tribunale di Venezia ha ordinato ad Acqua Minerale San Benedetto di rimuovere cinque messaggi di sostenibilità ambientale giudicati ingannevoli. La decisione accoglie il ricorso di Codici.

Acqua San Benedetto

Il Tribunale di Venezia ha ordinato ad Acqua Minerale San Benedetto di rimuovere dal proprio sito e dai canali social cinque messaggi di sostenibilità ambientale, giudicati ingannevoli e privi di elementi verificabili. La decisione accoglie parzialmente l’azione inibitoria collettiva promossa dall’associazione dei consumatori Codici, che aveva denunciato la genericità delle comunicazioni, in grado di indurre in errore i consumatori sull’effettivo impatto ambientale dei prodotti.

I claim contestati dal Tribunale

Secondo la sentenza, le seguenti affermazioni sono state ritenute fuorvianti: “Sai che il PET è 100% riciclabile?”, “Non solo Packaging”, “L’innovazione tecnologica dedicata all’ambiente”, “Più rPET, meno plastica vergine” e “SAN BENEDETTO è Sostenibilità”. In tutti i casi, il Tribunale ha rilevato che le dichiarazioni, pur basate su iniziative reali (uso di plastica riciclata, alleggerimento bottiglie, efficienza energetica), venivano presentate in modo da suggerire un beneficio ambientale complessivo non adeguatamente dimostrato. In particolare, la frase “SAN BENEDETTO è Sostenibilità” è stata giudicata la più problematica perché assoluta e tale da far percepire l’intera produzione come sostenibile, ignorando impatti inevitabili come estrazione dell’acqua, produzione di bottiglie e trasporti.

Il nodo della comunicazione: fatti veri ma presentati in modo fuorviante

Il Tribunale non ha messo in dubbio la veridicità delle singole azioni dichiarate da San Benedetto, ma ha censurato il modo in cui sono state comunicate. Interventi specifici sono stati trasformati in un messaggio generale di sostenibilità, rischiando di far percepire ai consumatori un impatto ambientale ridotto dell’intero prodotto senza spiegare limiti e condizioni. Il Tribunale ha invece ritenuto ancora utilizzabili il marchio “Ecogreen” e la formula “Ecogreen: il nostro impegno concreto”, perché collegati a informazioni dettagliate disponibili sul sito tramite QR code sulle bottiglie.

La reazione di Codici: una vittoria per i consumatori

L’avvocato Ivano Giacomelli, alla guida di Codici, ha commentato: “Questa vittoria contro il greenwashing conferma l’importanza del nostro impegno a tutela dei consumatori. Non si tratta di una battaglia ideologica: un’informazione commerciale corretta protegge i cittadini e premia le imprese che investono realmente in qualità e sostenibilità.” La sentenza rappresenta un precedente importante nel contrasto al greenwashing, fenomeno in crescita nel settore alimentare e delle bevande.

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La decisione del Tribunale di Venezia si inserisce in un quadro normativo sempre più attento alla trasparenza delle comunicazioni ambientali. Per i consumatori, diventa essenziale verificare la fondatezza dei claim “green” e diffidare di messaggi troppo generici o assoluti. San Benedetto dovrà ora adeguare la propria comunicazione, mentre Codici continuerà a monitorare il mercato per garantire il rispetto delle regole.

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