La Commissione europea ha dato il via libera al programma italiano da 500 milioni di euro destinato a sostenere le imprese agricole colpite dalle alluvioni e dalle frane del settembre 2024 in Emilia-Romagna. Il presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso, ha definito la notizia “molto positiva per il comparto primario e per un territorio che ha pagato un prezzo altissimo a causa degli Eventi climatici estremi”. Tuttavia, l’associazione sottolinea che questi fondi arrivano dopo quasi due anni dalla tragedia e che molte piccole e medie imprese non sono sopravvissute nel frattempo, a causa di interventi economici iniziali insufficienti.
Le risorse e le criticità
Il pacchetto di aiuti, che dovrà essere erogato attraverso procedure regionali e nazionali, servirà a risarcire i danni subiti dalle aziende agricole e a finanziare investimenti per ripristinare il potenziale produttivo. Tiso ha auspicato che l’erogazione avvenga “in tempi rapidi e con la massima efficacia, evitando ritardi burocratici che rischierebbero di compromettere ulteriormente la ripresa del settore”. Secondo Confeuro, gli aiuti immediati post-alluvione si sono rivelati insufficienti rispetto all’entità dei danni, aggravando la situazione di molte imprese.
La richiesta di riforma della Pac
L’associazione coglie l’occasione per ribadire la necessità di una riforma profonda della Politica Agricola Comune (Pac). “Il cambiamento climatico rende sempre più frequenti eventi catastrofici e l’Agricoltura è tra i comparti più esposti”, ha dichiarato Tiso. Confeuro propone l’introduzione di un nuovo pilastro dedicato alle assicurazioni e agli strumenti di gestione del rischio, per garantire una tutela reale del reddito dei piccoli e medi agricoltori europei. “Solo costruendo un sistema di prevenzione moderno e strutturale sarà possibile assicurare futuro, competitività e resilienza all’agricoltura italiana ed europea”, ha concluso il presidente.
Il contesto climatico e le prospettive
L’Emilia-Romagna è stata devastata da alluvioni e frane nel settembre 2024, con danni ingenti al settore agricolo, già provato da precedenti eventi estremi. Il via libera della Ue rappresenta un primo passo, ma Confeuro sottolinea che non si può continuare a “rincorrere le emergenze”. La richiesta di una Pac più resiliente e orientata alla prevenzione si inserisce in un dibattito più ampio sulla sostenibilità del modello agricolo europeo di fronte ai cambiamenti climatici.
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In conclusione, i 500 milioni di euro sono un aiuto concreto, ma secondo Confeuro servono riforme strutturali per proteggere davvero gli agricoltori. L’attenzione ora è sulla rapidità di erogazione dei fondi e sulla volontà politica di rivedere la Pac.





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