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Confcooperative: la competitività passa dal rafforzamento delle filiere

Raffaele Drei, riconfermato presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, indica le priorità per il sistema cooperativo: nuova Pac, Tea, aggregazione e giovani.

Confcooperative: la competitività passa dal rafforzamento delle filiere — Attualità | AgriVivo.it

Raffaele Drei, riconfermato alla guida di Confcooperative Agroalimentare e Pesca fino al 2030, ha delineato le priorità per il sistema cooperativo italiano, che rappresenta circa 2.500 cooperative, 407 mila aziende agricole e 75 mila dipendenti. In un’intervista a Terra e Vita, il presidente ha affrontato i temi caldi del settore: dalla nuova Pac alle Tea, dall’aggregazione all’Intelligenza Artificiale, passando per il Biologico e il ricambio generazionale. Il messaggio centrale è che la competitività dell’Agricoltura italiana è possibile, ma solo rafforzando le filiere e superando la frammentazione.

Le priorità per la nuova Pac

Drei ha sottolineato la necessità di un salto di qualità nella prossima Politica agricola comune, passando da un sostegno focalizzato sulla singola azienda a un approccio di sistema che supporti l’intera filiera. Due le battaglie chiave: il rafforzamento delle Organizzazioni comuni di mercato (Ocm), prendendo a modello il comparto ortofrutticolo, e la garanzia che gli investimenti nella trasformazione agroindustriale rimangano all’interno degli strumenti della Pac, senza essere dirottati nei fondi di coesione. Secondo Drei, perdere queste risorse indebolirebbe fortemente il settore.

Aggregazione e nuove forme di collaborazione

La frammentazione del sistema produttivo italiano è vista come la principale criticità, ma anche come una ricchezza in termini di biodiversità. Per trasformare questa ricchezza in forza economica, Drei propone modelli organizzativi innovativi che vadano oltre le semplici fusioni societarie: reti di impresa, piattaforme comuni per la commercializzazione, servizi condivisi e progetti sull’innovazione e la logistica. L’obiettivo non è avere cooperative più grandi a tutti i costi, ma organizzazioni più forti ed efficienti.

Tea, biologico e digitalizzazione

Sulle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), Drei invita a distinguerle dagli Ogm tradizionali, sottolineando il loro potenziale per ottenere varietà più resistenti ai cambiamenti climatici, senza compromettere la fiducia dei consumatori nel Made in Italy. Per quanto riguarda il biologico, il progetto CooperaBio punta a sostenere il comparto, che mostra segnali di ripresa, mantenendo un equilibrio tra domanda e offerta. Infine, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale sono viste come opportunità concrete per le cooperative, che possono rendere accessibili tecnologie come droni, sensoristica e robotica, altrimenti troppo costose per le singole aziende.

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Giovani e futuro della cooperazione

Il ricambio generazionale è una sfida cruciale. Drei evidenzia che le nuove generazioni cercano qualità della vita e realizzazione personale, e le cooperative devono adattare la propria cultura organizzativa per attrarre e trattenere i giovani. Investire nella loro formazione e partecipazione è essenziale per il futuro del settore.

In sintesi, la ricetta di Confcooperative per un’agricoltura competitiva punta su filiere organizzate, innovazione senza pregiudizi e un nuovo modello cooperativo capace di coniugare dimensione e identità territoriale.

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